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Proseia

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Fondamenti della Iosofìa

“Ho detto tutto. Che tutto ho detto”
“È scritto tutto che tutto è scritto”

L’effluvio della Sapienza, sgorgando nel mare delle rinuncie intellettuali, s’incarna come fonte assoluta dello stesso Verbo, divenendo unica luce di ciò che dell’umanità è concepito come io, in una rigenerata vergine comunione dello spazio e del tempo. Riflessa nel riflesso del non riflesso, è la dominatrice che ama lasciarsi dominare, l’immisurabile pretesa che si lascia pretendere dal misurato, la di se stessa sposa e di colui/colei che riesce a soprenderla sul filo azzurro ‘dell’oltre noi - siamo noi - oltre noi’, nel rispetto reciproco dell’unica legge che regola detto sublime rapporto: la fedeltà costante della fedele costanza. La perfezione seconda che può vantarsi d’essere il fondamento di se stessa, senza vantarsi della perfezione, del fondamento e di se stessa. L’Irriproducibile, esistente dal tempo prima di sempre, e l’Increata, utilizzata per il fondamento della Creazione Suprema. Sede d’ogni conoscenza, quando sceglie il suo sposo, per questi, da quell’eletto momento, non v’è altra ragione che la ragione della sua sposa nella sua conoscenza: Mistero della Fede, reciprocità partorita prima d’ogni spazio e dell’umano tempo. L’illimitato che, del limitato, l’aperto confine diventa. La Iosofìa, principio del suo principio, madre e figlia di se stessa, sposa semprevergine dell’Unità. Colei che talvolta senza dire ti dice: e adesso parliamo dell’uomo!



Dei suoi principi

Fondamento della Creazione Suprema:



L’Onnipotente Immutabile e Immisurabile Increato disse:
"E creiamomi e creatomi fu".


Fondamento del principio: Numericità
Fondamento del numero: Il né pari né dispari
Fondamento della lettera: Un vocalizzo
Fondamento del rigo: Riguardo con la o
Fondamento della regola: Imposizione senza imposizione



Genesi


(E Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.)

L’Onnipotente Immutabile e Immisurabile Increato disse: “E creiamomi e creatomi fu!”.



Creazione

In principio era l’Eternità e l’Eternità non era il principio.
Ed in principio era il Suono ed ancor prima il Suono era sempre Dio.
Il concetto del tempo fu stabilito prima del principio.
Ed in principio era l’Eternità e l’Eternità non era il principio.
Era quello che fu e ciò che sempre sarà: l’Eternità - nell’eterna Eternità - dell’Eterno.

Penetrando
un senso di vuoto
nello spazio oscuro
concepì la realtà
disperata d’assoluto
Sbocciò la natura
nel seme del big bang
e l’istante fu espanso

Il segreto dell’Origine è Donna. Oltre vi è l’Universo e, proseguendo verso il nucleo, lo Spazio del Nulla domina incontrastato. Lì vive il Tutto, dove nasce il Suono. L’Inconcepibile Vuoto, dal Nulla, con lo spermatozoo universale ha concepito l’irreale realtà, in cielo e terra. Come un sogno, non infinito.
L’attrazione positiva e negativa, ovvero la fertilità e la passività degli elementi, ha creato ogni essere (per cielo e terra).

L’origine dell’origine

L’origine dell’origine ha dato forma e vita ad ogni cosa e in cielo e in terra battezzandoli con elemento puro.
L’origine è fuoco di fuoco (Spirito).
L’origine dell’origine è fuoco inestinguibile.


Il Principio

In Sostanza d’Amore l’Amore in Sostanza



Il Principio (In Sostanza)

Immersa Vita sciolta nell’Infinita Eternità



La più Antica Melodia

L’Inconcepibile Suono - in Principio al Suono Suo Principio - nell’Eterno dell’Eterna Eternità.



Principio della Priorità

Tra ordine metodo e misura Priorità fu quella che Priorità sarà.
Dunque Priorità è tra ordine metodo e misura e al Tempo è Assunto il Suono.

Melodia antica

Ritmo parallelo che parlerà come l’aria del cielo quando tutti dormono; Lì, dove nasce il Suono. E sarà pace.



Ritorno al Principio

Il ritorno al principio
è il movimento informe
di chi si conforma al principio
L’effetto che ne deriva
è fonte di causa principe
Lì si autocontempla e si alimenta
lasciandosi contemplare e alimentando
l’acqua suprema della semplicità primordiale


Semplicità primordiale

Perfezione infinita



Il principio del principio

Il principio è un tre periodico. Non è umanamente afferrabile.
Il principio del principio è uno (Unità). Divinamente comprensibile, accettabile, vivibile.
Tutto il resto è una banalissima immodesta e poco apprezzabile speculazione d’insaggezza.
Come un numero pari che gira solo e sempre su se stesso.


La pace dei mondi

La permanente variabile di uno elevata all’ennesima potenza. In due espressioni: appetito cosmico.



L’amore cosmico

L’anima cosmica nella sua fame d’amore ha generato universi.
Questi hanno generato l’infinito finito con propensione d’infinito (attuale universo) in derivati sistemi cosmici.
Ed i figli dei loro figli vivono dei loro sogni e della loro realtà senza infinito.

Poesia

"Poesia è, della Scrittura, la primogenita."

Quando l’Arte delle arti è forgiata da inesauribile passione e dal canto d’amore e di dolore, di vita e di morte, in una sequenza ritmica e universale, senza inizio e senza fine, senza spazio e senza tempo.
Quando, sotto forma di essenza, evapora dalla radice dei silenzi, evadendo attraverso ogni senso, anche quelli a noi più sconosciuti; talvolta quando si marchia su una fibra d’albero, che riesce a creare quella che intendo come “scossa d’animo” che da quel momento ode ed evolve.
Senza un’apparente logica e imbevuta di estrema confusione grammaticale, suoni, pietre e colori, è lì, soprattutto, che si riuniscono, oltre ai folli e ai mercanti, tutti i profeti dei tempi.

Poesia è nell’Amor dell’Amore

Poesia
- l’Anelito di Dio
che insaziabile attraversa
dell’uomo il cuore
per amarlo e per amarSi -
è nell’Amor dell’Amore


La poesia diviene

Quando in una logica sequenza l’eventualità concatenante sfocia con l’anima razionale nell’ultima dimensione, la poesia diviene.
Essa, giungendo all’ignoto, è eletta figlia e madre del Silenzio.

L’archetipo della Poesia

Il primordiale archetipo della Poesia è concepito nel silenzio al silenzio in silenzio.
Esso è concepito da sua figlia che ne è la madre.
Talvolta la barriera del parto viene infranta per onorare il Vero.
Tant’altre volte, invece, è come un seme di vita che si lascia morire (pianto del silenzio).
Il poeta più elevato è acqua rotta nella vetta del cielo dalla vetta del cielo, nella gran parte dei casi è un frantumato specchio sui sette colli.
Nulla appartiene al poeta, e al poeta non appartiene tutto.
L’ispirazione non appartiene a quelli che sono erroneamente in modo epico definiti dei, tuttavia non sempre è divina.
Quando lo è si distingue in ispirazione poetica e rivelazione divina.
Non è detto che l’una non affermi l’altra.
Il loro matrimonio è l’ispirazionismo divino nel rivelazionismo poetico.
L’archetipo della poesia è il banchetto preparato da ciò che non muta, da ciò che non può essere misurato (il sostiene senza sostenersi).
È l’unità che possiede in eterno il presente.
Questa agisce in conformità all’ethos che vive nel pathos di chi ha posto l’archetipo del morale valore nel perpetuo interesse della sua creazione (umanità).
Colui, padre della madre, padre nella madre, padre di sua madre, è.


Purezza

L’Arte delle arti si nutre di dolore


Il Verbo è

Io vivo
Tu vivi
Egli vive
Noi viviamo
Voi vivete
Essi vivono

Che mai d’un soggetto
sopravvivente al Verbo
vi fu’n terra l’ombra
e nemmai l’imperfetto
subesisterà al futuro

È


L’Architettura Principe

Amore
Immenso e Infinito
Amore

Amore
Infinito e Immenso
Amore

Nell’Immensinfinità


Triade del pensiero

Il pensiero pensa ed io penso di pensare pensando. È certezza che pensiamo.

Pensare di pensare non equivale a pensare.

Il pensiero ci pensa e noi pensiamo pensando di pensare.


Pensiero

Azione azionata.


Azione

Pensiero che pensa.

L’inazione in azione

Azion’elimin’azione in azione.


Le dodici regole d’oro

1)   Pensa prima di te stesso. Pensa poi a te stesso.
2)   Non pretendere in te stesso. Non superare mai il pensiero.
3)   Concediti costantemente al Tempo. Esso ti concederà costanza.
4)   Se oggi non sai ringrazia il Tempo. Onoralo e rispettalo.
5)   Quando saprai tu saprai. Rivelerà l’orgasmo del pensiero.
6)   Venera l’istruzione e la istruirai nel tempo debito.
7)   Più della tua morte abbi timore del tuo pensiero (chiave della saggezza).
8)   Più della tua morte rispetta la potenza del tuo pensiero.
9)   Più dell’altrui morte abbi pietà dell’altrui pensiero.
10) La prima meta che devi fissarti è quella di divenire uomo.
11) La seconda è quella di sposare la tua fede col divenuto.
12) L’ultima è quella di divenire col divenuto.



Una legge universale

Se dopo l’arché, un qualsiasi perciò dovesse attenersi a fatti morali, ne deriverebbe, qual’evento primo, la mai superba dignità, e se quest’ultima si proponesse di regnare come imperativo di fine universale, ne scaturirebbe una legge.
L’unico dovere, al quale l’uomo sarebbe chiamato per obbedire ad essa, risulterebbe una massima, ed invero la ferma volontà di manifestarla in principio. E che perciò fosse, in natura, una legge universale.
Seguendo quella legge, l’unica sottomissione a cui l’uomo dovrebbe substare, in primo luogo e per ogni tempo, sarebbe, innanzitutto, effetto e causa dello stesso piacere che, in quanto tale, mai conoscerebbe alcuna metamorfosi.
Dunque tale legge equivarrebbe per ogni singolarità all’essere felici.
Il luogo di sapienza non invecchierebbe l’uomo e il tempo della felicità non sarebbe solo Altrove.

 

Fine umano e Ragion Divina

Certi individui non hanno ragion d’essere. Se dobbiamo vedervi nella loro presenza un fine umano questo trae la sua sorte dal fatto che è sorto, sorge e sorgerà per gli eletti. Invero, se dobbiamo vederci una Ragione Divina, costoro (certi individui) mai potranno concepirla. E dunque, quella Ragione, è voluta solo per gli eletti.


Saprai che sei chi sei

Quando da grande comprenderai che da grande dovrai fare ciò che fai d’anziano saprai che sei chi sei: Piccolo.



L’inescrivibile

Coazione
- in compulsioni termiche -
sistematica e sostanziale
dello spazio nel tempo

L’inusitabile
ossia l’implosione ritmica
dell’immagine attuale
del definito universo

Nell’oltre del nulla
l’imposizione acuta
del ventre dei mondi
per l’inescrivibile nuovo

Reazione d’ambiente
in gradate atmosfere
di elio e d’idrogeno
per sostenere l’ingenesi

Un sommato coassiale
di sottrarsi atomico
moltiplicato di luce
per la somma energica
dell’anelito divino

Per l’ultima origine
l’asse dell’infinito
dal genitore del verbo
attraverserà il finito
nella ruota dei tempi

Nei sigilli del Perfetto
la partorita formula
conierà nel definito
la comunione dell’eterno
nell’amor dell’amore

L’infinito infinito
in quel tempo non esisterà
e il chi e il dove
tra fiumi e cieli di mare
saranno il principio del principio





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